LA SERLIANA  

                                        Associazione culturale

 

 

 

Venerdì 26 novembre  2021 (Pomeriggio)

 

Gli incontri del Venerdì

Storie di un colore: Verde

 

 

Prenotazione obbligatoria allo 06-452215171

 

«il verde, questo colore calmo e chiaro e sorridente della natura»

Charles Baudelaire

Abbiamo cominciato questo affascinante percorso nell’universo dei colori riflettendo su come essi non siano solo diverse lunghezze d’onda o sensazioni, ma un complesso sistema di percezioni che coinvolgono idee, pensieri, simboli condivisi nel tempo da culture diverse. In quest’ottica proviamo a ricostruire la storia di alcuni di questi colori e – visti i tempi - ho voluto cominciare dal Verde, un colore oggi di gran moda.

 

Infatti sembra essere il colore emblema dei nostri tempi (green economy- green pass etc.) caricato, dall’ambientalismo politico e dall’ecologismo che riempie le piazze, di una sorta di valore messianico. E, secondo una ricerca di qualche tempo fa, in Europa sarebbe il colore preferito da una persona su sei.

 

Certo è che, grazie alla clorofilla, è di gran lunga il colore più diffuso sulla terra e quello di cui gli esseri umani sono in grado di distinguere molte più sfumature di qualsiasi altro colore

 

Eppure la sua storia è una storia  piena di alti e bassi.  Chimicamente instabile sia nella pittura che nella tintura, nei secoli è stato spesso associato a tutto ciò che è mutevole, effimero e volubile: l’infanzia, l’amore, la speranza, la fortuna, il gioco, il caso, il denaro.

Se per gli antichi, come gli Egizi, il verde aveva un significato positivo legato alla fertilità e alla rigenerazione ed era il colore del dio Osiride, da noi per secoli fu visto soprattutto come un colore intermedio e, dal Medioevo, anche come il colore del diavolo, delle streghe e dei veleni.

 

Con il Romanticismo diventa definitivamente il colore della natura, pur continuando ad essere un colore pericoloso se non tossico, come nel caso del verde di Scheele, o delVerde smeraldo”, conosciuto anche comeverde di Parigi”, il verde killer dell’età vittoriana, un pigmento a base di arsenico che, prima che se ne scoprissere gli effetti tossici, per la sua brillantezza e vivacità  venne usato su larga scala per tingere tessuti e carte da parati.

 

La storia del verde, come quella di tutti i colori, è anche una storia di materiali, di coloranti e di pigmenti, come le terre o la malachite da cui per secoli sono state ricavate le varie tonalità di verdi usati dai pittori, fino a quelli prodotti sinteticamente dall’industria moderna, come il verde cromo tanto amato dagli Impressionisti e non solo.

 

C’è un verde cinematografico, come quello che Alfred Hitchcock nel 1956 rese protagonista ne La donna che visse due volte, perfetto per il Technicolor.

 

C’e il verde ideologico, e quello pulito degli ecologisti; c’è il verde tradizionale dell’Islam, quello funzionale del semaforo e del moderno designer, e molti altri ancora…

Buon divertimento

(T.D.)

 

P.S.: vi informo che gli incontri saranno a numero chiuso e occorre avere il green pass per potervi partecipare. Inoltre per adesso è sospeso il nostro rituale momento del tè per ovvi motivi di prudenza.