LA SERLIANA  

                                        Associazione culturale

 

 

Venerdì 3 dicembre  2021 (Pomeriggio)

 

Gli incontri del Venerdì

 

Storie di un colore:

 Giallo (con un’appendice sull’Arancione)

 

Prenotazione obbligatoria allo 06-452215171

 

«Il sole mi abbaglia e mi dà alla testa,                            

un sole, un chiarore che posso solo definire giallo,                             

giallo zolfo, giallo limone, giallo oro. E’ così bello il giallo»

Vincent van Gogh

 

Continuando in questo nostro affascinante percorso nell’universo dei colori, dopo il verde, uno dei colori più amati dagli europei, ho voluto raccotare la storia del Giallo che viceversa è il tono preferito solo dal 6% degli uomini e delle donne in tutto il mondo, mentre il giallo cromo era certamente tra i colori preferiti da molti degli artisti del tardo ‘800, ed in particolare  da van Gogh, forse anche perché era affetto da xantopsia, un disturbo della vista che fa vedere il mondo come attraverso un filtro giallo.

Il giallo cromo, un giallo particolarmente brillante e di natura sintetica, è uno dei tanti gialli  di cui hanno potuto disporre i pittori nella loro tavolozza nel corso del tempo insieme all’ocra, l’orpimento, il giallo oro, il giallo imperiale, il giallolino, il giallo di Napoli, il giallo indiano e molti altri gialli  diversi per tonalità e chimica, di origine minerale o vegetale.

Ma se in Oriente il giallo ha sempre avuto generalmente un significato positivo - come in Cina dove era il colore riservato al potere imperiale - la sua storia in Occidente è più  più ambigua e controversa di quella di altri colori.

 

Simbolo fin dall’antichità dell’energia vitale del sole, in quanto - seppure incolore-  noi percepiamo la luce solare gialla,  con l’avvento dei metalli è diventato anche  il colore del biondo metallo. Ed è proprio l’associazione con l’oro a segnare la differenza di significati: se per la sua lucentezza il colore dell’oro continua ad essere usato per alludere al divino (come nei mosaici medievali), dall’altra – visti i sentimenti poco edificanti che il prezioso materiale è capace di suscitare - il giallo cominciò sempre più ad assumere anche una valenza negativa.

 

In particolare il nostro Medioevo trasformò il giallo anche nel colore della menzogna e dei traditori (un esempio è il mantello giallo che frequentemente indossa Giuda, come nel famoso affresco di Giotto della cappella Scrovegni), della follia e della malattia ( il giallo è il colore  della bile).

 

Non ci resta che cominciare questa lunga storia che vede protagonista il Giallo, dal culto del sole a quello per le bionde star hollywoodiane, dal giallo dei tintori e dei pittori al giallo delle immagini pubblicitare e della segnaletica dei nostri giorni.

 

Per concludere, un’appendice, che mi sembrava più che doverosa,  è dedicata  ai limiti del giallo: l’Arancione.

(T.D.)

 

 

P.S.: vi informo che gli incontri saranno a numero chiuso e occorre avere il green pass per potervi partecipare. Inoltre per adesso è sospeso il nostro rituale momento del tè per ovvi motivi di prudenza.