LA SERLIANA  

                                        Associazione culturale

 

 

Venerdì  20  Aprile 2018    h.17.00

Gli Incontri del venerdì

Natura in posa:

La natura morta da Caravaggio a Morandi

Incontro a cura della la dott.ssa T. Daga

Prenotazione obbligatoria allo 06-452215171

 

 

 

Quello della natura inanimata è un genere che, a partire dalla fine del ‘500, ha avuto una grande fortuna in tutta Europa, ma già nel XV secolo il realismo e l’attenzione ai particolari presenti nelle rappresentazioni sacre di area nord europea, o opere come le tarsie lignee, con la rappresentazione in prospettiva di oggetti riposti sugli scaffali, che decorano lo Studiolo di Federico da Montefeltro nel Palazzo Ducale di Urbino,  costiuiscono dei precoci esempi di un rinnovato interesse per l’oggetto concepito non solo come corredo della figura umana ma anche come soggetto autonomo, interesse che ha le sue più remote radici nella cultura mediterranea classica.

 

Molti i temi che rappresentano il genere, dalle scene di mercato agli interni di cucina, alle tavole più o meno imbandite dove, tra pani, frutta e altro, va in scena l’abbondanza augurale.

Anche i fiori sono frequenti in queste composizioni, non solo come elementi decorativi e di effimera bellezza, ma anche come simboli divini o più semplicemente allusivi alla rinascita stagionale. Valori simbolici che più o meno implicitamente possiamo cogliere in genere in tutte le nature morte che vengono realizzate tra Seicento e Settecento, ora come esortazioni alla moderazione, ora come veri e propri ammonimenti sulla caducità delle cose e che giustificano la presenza in tali composizioni di teschi, clessidre, candele o di qualche frutto marcio o insetto indesiderato.

 

Se, soprattutto nel ‘600, molti sono gli artisti come Bruegel il vecchio, Caravaggio, Claesz, Kalf, o Baschenis che si distinsero nella virtuosistica resa degli oggetti descritti, non meno significativo è stato il ruolo di artisti come Fantin-Latour, Cézanne o Morandi che, in tempi più recenti, ci hanno lasciato straordinari esempi di come in queste opere, fatte di silenzio e di tempo sospeso,  ci sia tutto il senso più profondo della realtà delle cose. (T.D.)